| Armi in Ki-Aikido |
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L’Aikido prevede la pratica con alcune delle armi della tradizione guerriera dei samurai: il fondatore Ueshiba Morihei aveva studiato durante la sua giovinezza presso numerosi “ryu” (scuole) di combattimento con la spada e con la lancia e nel creare l’Aikido modificò le tecniche che aveva appreso attraverso i principi che governavano l’Arte marziale che stava creando.
La nostra scuola prevede principalmente la pratica con tre armi: la spada (bokken), il bastone (Jo) e coltello (tanto), utilizzati sia sotto forma di kata (una serie di movimenti codificati ma il cui signifato va ben oltre la pura e semplice “forma”) che come kumiwaza, ovvero tecniche di difesa contro un attaccante armato od ancora la pratica di bastone contro spada e spada contro spada.
Il Bokken (o bokuto) è la replica in legno della katana, arma associata classicamente alla figura del samurai.
E’ utilizzato normalmente nell’Aikido per la pratica delle tecniche di spada a posto di una vera per ovvi motivi di sicurezza. E’ da tener presente comunque che un colpo di bokken ben assestato può risultare letale come il taglio di una katana, tanto è vero che spesso i samurai ricorrevano al loro utilizzo nei duelli più cruenti, ed alcuni li adoperavano anche contro avversari armati di spade vere. Il bokken eredita dalla katana una delle sue più importanti peculiarità ovvero la curvatura della lama che oltre che rendere più efficace il taglio conferisce all’arma una forma che porta l’attacco e la difesa a riunirsi in un’unica forma: questa caratteristica ha caratterizzato il modo in cui si è sviluppata nei secoli la via della spada giapponese rendendola famosa e leggendaria in tutto il mondo. Per la realizzazione dei bokken sono utilizzati i più svariati tipi di legno reperibili sul suolo nipponico, anche se negli ultimi anni si trovano sempre più frequentemente bokken di legni africani e del sud est asiatico (ed alcuni addirittura di legni composti). Per la pratica, un buon bokken di quercia bianca è più che soddisfacente (meglio se made in japan…), anche se magari un principiante può preferire un più economico modello in quercia rossa di Taiwan.
Il Jo è un bastone che misura circa 127 cm di lunghezza (ma il cui diametro, e quindi il peso, può variare a seconda delle preferenze di chi lo utilizza).
La codificazione delle tecniche di jo si fa risalire all’opera di Muso Gonnosuke, un guerriero del 1.600: secondo la leggenda questi era solito combattere con un grosso bastone rinforzato da anelli di ferro. Sconfitto facilmente in duello dal famoso Myamoto Musashi (che per combattere adoperava spesso due spade contemporaneamente), si ritirò ad allenarsi su una montagna. Durante l’allenamento iniziò a ridurre sempre di più le dimensioni della sua arma ricercandone una maggiore maneggevolezza e velocità e modificandone le tecniche di conseguenza: sempre secondo la leggenda alla fine del suo addestramento sfidò nuovamente Musashi, riuscendo questa volta a bloccarne gli attacchi pareggiando la sfida. Il Fondatore dell'Aikido Ueshiba Morihei implementò approfonditamente la studio del bastone nella sua aAte Marziale: è da ricordare comunque che aveva studiato presso lo Hozoin Ryu, una famosa scuola di combattimento con la lancia e spesso il jo nelle sue mani replicava proprio i movimenti di questa arma.
Il Tanto, si può intendere come la replica lignea del wakizashi, la spada corta dei samurai o comunque un lungo coltello da combattimento.
Nell’Aikido è studiato perlopiù nelle tecniche in cui l’attacco è portato con quest’arma e la difesa è a mani nude. |
Le armi in Ki Aikido
